Ho sorpreso una viola nel mio giardino Proprio accanto la finestra del vicino L’ho sorpresa che parlava con il sole Gli diceva: “Tra le erbacce, qui si muore” Ho capito, curo poco la mia terra Ma poteva dirlo a me Che gran pettegola che è! Cominciai così a spiarla appena sveglio Ed a sera rientrando dal lavoro Lei sbuffava e mugugnava ch’era stanca Ed aveva un muso lungo da sfiorar l’aiuola E da lì capii che si sentiva sola Così corsi a comprarle, a comprarle un’altra viola!
Lì vicino la posai con un’aria indifferente Pochi attimi e tra i due l’amor sbocciò. Adesso la pianta, la pianta di dire ch’è stanca Adesso la pianta, la pianta di dire ch’è sola. Il fiore ha ripreso vigore ha ripreso colore Il fiore ha ripreso colore ha trovato l’amore! Son già tre le viole dentro al mio giardino La più piccola lamenta un fratellino L’ho sorpresa che diceva sempre al sole Se non gioco morirò di crepacuore Ho dei raggi un po’ invadenti dentro la mia terra E lei poteva dirlo a me Che gran pettegola che è! Acqua in bocca le buttai Annaffiandola per bene E l’amico in due minuti l’asciugò E parlai col giardiniere che capì la situazione Ora ho un prato colorato e pien di viole! Adesso la pianta, la pianta di dire ch’è stanca Adesso la pianta, la pianta di dire ch’è sola. Il fiore ha ripreso vigore, ha ripreso colore Il fiore ha ripreso colore e ora regna l’amore!
Quanta pena stasera c’e’ sur fiume che fiotta cosi’ disgrato chi sogna e chi spera tutti ar monno dovemo soffri’ si c’e’ n’anima che cerca pace po’ trovalla sortanto che qui’ er barcarolo va’ contro corente e quanno canta l’eco s’arisente s’e’ vero fiume che tu dai la pace fiume affatato nun me la nega’ più d’un un mese e’ passato che ‘na sera je dissi a nine’ quest’amore e’ ormai tramontato lei rispose lo vedo da me sospiro’ poi me disse addio amore io pero’ nun me scordo de te je corsi appresso ma nun l’arivai la cerco sempre e nun la trovo mai s’e’ vero fiume che tu dai la pace me so’ pentito fammela trova’ propio ‘ncontro ar battello vedo ‘n’ombra sull’acqua vien qua s’ariggira poi je fa er mulinello poi riaffonna e riassomma piu’ lla’ voga presto e’ ‘na donna affogata poveraccia penava chissa’ la luna da lassu’fa’ capoccella rischiara er viso de ninetta bella me chiese pace ed io je l’ho negata fiume bojaccia je l’hai data tu ……………………………. me vojo sperde solo giù per fiume così chi t’ama more ‘nsieme a te
Voglio innamorami di qualcuno che giochi a nascondino col mio cuore, che mi tenga sempre in bilico su un filo teso e che mi faccia vibrare in attesa che io cada nel mare degli amanti comuni. Voglio innamorarmi di quell’amore maestoso e potente che consuma l’anima ed inebria la mente. Di quell’amore indelebile come un tatuaggio, cieco come una cataratta e brillante come un fulmine a ciel sereno. Voglio innamorami come dei dribbling di Maradona, delle rovesciate di Pelé e dei colpi di classe di Baggio. Come della voce di Freddie Mercury, dell’ingegno di Rino Gaetano e della vita spericolata di Vasco. Voglio innamorarmi come di Piazza Navona, del Colosseo del Pantheon e del Vittoriano. Come di un racconto di Bukowski, di Coelho, della Fallaci e della Yoshimoto. Come della sensualità di Marilyn e della semplicità della Hepburn. Come di un film di Sordi, delle maschere di Totò, del portamento di Gassman e della voce di Lucignolo. Voglio innamorarmi di un’emozione che superi la soglia della ragione e di due occhi pieni di storie e senza confine. Voglio innamorarmi senza più deludere il mio cuore e senza più ferirne un altro, che continua, inesorabilmente, ad amarmi.